Accademia del fornello

Single: Divagazioni di Pippo

"Certo, certissimo, anzi probabile"

“Certo, certissimo, anzi probabile” si usava un tempo per indicare certe retromarce da non meditati entusiasmi nel concedere o nel promettere. Ora che la ricerca di certezze è diventata il prezzemolo di tutti i dibattiti, il Curatore sente il dovere di esplorarne il microscopico aspetto che riesce a spiare dalla finestra vicina ai suoi fornelli. Si tratta della ipertrofia mediatica della cucina: di cucina si parla, si scrive, si recita e si rappresenta. Non importa di “quale” cucina, di quella classica o di quella rinnovellata, di quella dei Cresi o di quella dei poveracci, purché di cucina si tratti.
Il cibo è sicurezza, anche in senso psicologico. È la più facile delle sicurezze a disposizione, e quindi è più che naturale che molta gente si tranquillizzi intorno ai destini finali della Terra. Fino a che nella Amatriciana sarà di rigore il guanciale e nel risotto alla Milanese il midollo, potranno verificarsi calamità varie e magari qualche guerra, ma qualche certezza sarà sempre possibile trovarla. Il Curatore è invece preoccupato dalle proliferanti rubriche su cosa mangino i VIP. Sapere, ad esempio che Di Pietro si ferma in qualche posto a mangiare scampi avvolti in un filo di lardo o che Diane von Fustenberg si risposò propinando un menu italo-indiano, o che Scalfaro ami la sogliola bollita o che il Cavaliere Berlusconi sia esemplare per frugalità almeno a tavola non lo rassicura, ma lo angoscia. Se la agenda di un grande quotidiano nazionale veicola simili frescacce vuol dire che “chi non c'è non c'è” e deve sapere di non esserci. Il Curatore, obbediente e previdente, si prepara per il prossimo quiz:
– cosa mangia col pane il pendolare precario? Comincia per emme. Via che è facile!
– un aiutino?
– mah… lo sapevo
– tempo scaduto: la accendiamo lo stesso. Vede che lo sapeva? Marmellata!
Il Curatore, umiliato, si sveglia in un bagno di sudore.