Accademia del fornello
Single: Divagazioni di Pippo
Canta che ti passa
Il Curatore è contrario alle esercitazioni di sopravvivenza, salvo che chi le svolge sia spinto da valide ragioni prima di immettersi in un ambiente sconosciuto e di scarse risorse.
Una trasmissione televisiva di successo ricicla però personaggi più o meno dimenticati dal pubblico facendoli cimentare in una serie di riprese della loro vita quotidiana, tutta improntata alla ricerca del cibo che a quanto pare non viene loro somministrato se non in misura simbolica.
La faccenda (beghe puerili comprese) è tutto sommato stucchevole e sorprende che venga di anno in anno ripetuta.
Qualche giorno fa il Curatore, messo agli arresti domiciliari da un raffreddoraccio, ebbe modo di gustarsi il primo piano di un aitante e non più giovanissimo coreagrafo che ripeteva piangendo “ho fame! ho fame!”. Nessun giudizio, nessun paragone con un personale passato remoto nel quale le durissime restrizioni alimentari di guerra portavano il suo appetito di adolescente a fargli dolere lo stomaco in permanenza.
Si svegliava la notte, il Curatore ragazzino, e scendeva in cucina a bere un bicchier d’acqua, ma non piangeva, un po’ perché è nato con gli occhi asciutti, e un po’ perché non sarebbe servito a niente.
A ognuno il suo, però tornando all’isola, c’è da dire che salvo qualche riserva sulla irrefrenabilità dei singhiozzi di un uomo di spettacolo, merita critica il fatto che questa scena non sia stata espunta dalla trasmissione.
In un tempo di accesso mediatico globalizzato, è possibile supporre che persone o intelligence di altre etnie che di fame muoiono nel senso proprio del verbo, si formino l’idea dell’eoropeo piagnucolante per avere quel giorno mangiato soltanto il cibo che altrove avrebbe potuto salvare una vita.
L’immagine dell’occidentale fragile e lamentoso potrebbe riattizzare deliri di incontrastabile superiorità in altre genti che con la fame non giocano, e questo non sarebbe un buon servizio per tutti noi.
Visto che i partecipanti alla kermesse eran dal più al meno tutti in familiarità con la musica, il Curatore avrebbe suggerito a ciascuno “hai appetito? canta che ti passa”.