Accademia del fornello

Single: Divagazioni di Pippo

Apparve sui giornali

Nel 1947 o 48 apparve su qualche giornale un trafiletto che caldeggiava per gli allievi al termine dell’ Accademia militare oltre al grado di Tenente il titolo di “dottore in scienze militari”. La cosa provocò vasta ilarità. Un’ Italia che aveva appena finito di combattere senza neanche sospettare l’esistenza del RADAR, popolando di ferramenta (propria) il fondo del “mare nostrum”, utilizzando come bombardiere l’ antiquatissimo S 79 che poi divenne leggendario come aerosilurante, utilizzando come mezzi corazzati le “scatole di sardine” e come motorizzazione pressoché universale della Fanteria le scarpe di vacchetta e le fasce mollettiere, era spiegabile che ridesse della proposta. Da noi era mancata qualsiasi integrazione tra le Forze Armate e la ricerca scientifica che persino in Germania costituiva un capitolo importantissimo dell’arte militare.
Da molti anni le tecnologie più avanzate sono create per le Forze Armate, ma nascono anche con il loro indiscutibile contributo, e la proposta non farebbe più ridere nessuno.
Il Curatore ha appreso da un telegiornale che una Università dell’ Emilia-Romagna ha istituito un corso di laurea in Scienze Gastronomiche e non si è affatto messo a ridere.
Anche se anche questa nuova laurea serve a fare la guerra ( quella delle multinazionali, per fortuna) si preannuncia come uno strumento decisamente positivo.
Se si tratta di occupare il Giappone o la Groenlandia a colpi di spaghetti e di caciottelle; per una volta abbiamo la possibilità di entrare in guerra armati come gli altri. Sempre che, naturalmente, produzione, cattedra e ricerca facciano uso di quella flessibilità che toccò il suo vertice quando Winston Churchill conferì le spalline di colonnello a diversi dirigenti industriali.
Il Curatore, che fa parte dei superstiti della albagiosa iscrizione al “Regio Ginnasio Liceo” si è da troppi decenni buttato alle spalle la boria di barbassore che gli hanno insegnato fin dal tempo dei calzoni corti, non ha paura dei nomi
Benvenuti, quindi, cari Dottori in Scienze gastronomiche! Vi augura soltanto che non si creino nuove icone. Ne abbiamo già troppe!