Accademia del fornello

Single: Divagazioni di Pippo

… se avanzo precedetemi

Precedetemi nel tempo, voglio dire. Il Curatore è fissato con la questione degli avanzi, ma la letteratura più fresca poco o punto se ne occupa, sì che è costretto a far ricorso a fonti a dir poco vecchiotte.
Lo stesso Artusi, pur seminando a spaglio qualche ricetta all'utilizzo degli avanzi, non dedica loro una specifica sezione sì che bisogna cercarle col lanternino, o con il computer dopo averlo scaricato da www.liberliber.it (benemerito sito di diffusione di una nutrita biblioteca di testi franchi da diritto d'autore).
Il suo contemporaneo amico e discepolo Olindo Guerrini, bizzarra figura di studioso e poeta e gastronomo, vi dedica addirittura un volume, ma chi ne da una definizione lapidaria è il Parmentier , che nel suo glossario definisce gli avanzi come "le pietanze cominciate o no che si tolgono di tavola dopo il pranzo" con implicita quanto chiara esclusione dei rifiuti da pattumiera.
Tra tanti dottori il professionista transalpino, dopo avere anche lui malinconicamente constatato che il brodo si consuma più presto e più volentieri del lesso, serve ai suoi lettori un fitto gruppetto di ricette di ricucinatura del lesso. Dal più al meno hanno un elemento comune: il pezzo di carne deve essere affettato sottile o addirittura macinato. Se si pensa che il tempo di cottura indicato per la carne di manzo è di almeno tre ore si deve convenire che il risultato finale doveva essere aggredibile da qualsiasi dentatura. Se si pensa che al tempo la odontoiatria sostitutiva era ardua, forse ancor più costosa di adesso e quindi molto poco diffusa appare encomiabile il desiderio popolare (alcune di queste ricette portano il nome di una regione) di redimere i vecchi da una dieta di sole polpette.
Salvo che tra le radici della faccenda non si nascondesse un pensierino egualitario (siamo sul posto!) del tipo "hai chiesto la bicicletta? Ora pedala!"