Accademia del fornello

Cucina per single : Le Ricette di MangiareBene



Paria e disper
Nel linguaggio confidenziale lombardo chi per una ragione o per l’altra restava disaccoppiato veniva definito “disper”: oggi che l’eufemismo è di rigore viene definito “single”, prendendo a prestito una parola che in italiano ha senso pleniore diverso, ma tant’è: “single” o “disper” che sia, il soggetto (o la soggettessa) vive una afflitta condizione di paria della cucina.
Chi vive da solo, e da solo e senza condivisioni deve provvedere alla farmacia, alla tintoria, alla coda all’anagrafe e chi più ne ha più ne metta, di tempo se ne ritrova di solito pochino pochino e in cucina non ci può stare più di tanto.
Ricette per una sola persona non ne vengono pubblicate, e non si illuda il singolo di risolvere il problema miniaturizzando quelle per quattro. Spesso è letteralmente impossibile e quasi sempre il rapporto tra tempo impiegato e risultato conseguito (una porzione) è assolutamente proibitivo.
Spesso il singolo, questo moderno paria del gradimento, conserva in frigo una pentola di salsa di pomodoro e qualche fettina per una futura sequela di spaghetti e bistecchine capace di trasformare un uomo sano e normale in un depresso da psicoterapia.
Il ricorso al congelato, all’imbustato, al liofilizzato e persino al catering della grande distribuzione è una soluzione discutibile. Prima di tutto è costosa, e in secondo luogo conduce a una monotona mediocrità, fastidiosa come un mese senza domeniche.
Ci si può provare a far di meglio, se già si sa un poco cucinare; se non si sa, questa è una buona occasione per imparare: le ricette proposte sono tutte facilissime.

Pippo Apicella ha pubblicato Manuale del mangiatore solitario Archinto editore.

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