Accademia del fornello

Divagazioni di Susanna

Integratori alimentari, si o no?

Moltissime persone fanno uso quotidiano o saltuario di integratori alimentari, mentre altrettante persone si chiedono se effettivamente servano questi supplementi vitaminici. Per farci un'idea in merito, vediamo di analizzare l'effettiva qualità/quantità di vitamine, minerali, enzimi ed aminoacidi che ci vengono forniti attraverso l'alimentazione. I campi dove vengono seminate frutta, verdura e cereali, sono sempre più poveri e depauperati: il tradizionale sistema in cui si usava ruotare i campi per far si che le singole culture prelevassero un nutrimento diverso di volta in volta, hanno lasciato lo spazio a monoculture intensive che impoveriscono drasticamente il terreno. Gli alberi da frutto crescono in ammassi, dove non c'è nemmeno lo spazio per distendere le radici, dove ogni pianta sfrutta il minimo di minerali che riesce a “rubare” al resto del gruppo e che usa principalmente per restare sana e forte, a discapito dei frutti. Questa frutta e verdura, dopo essere stata irrorata con antimuffa e prodotti preservanti, viene trasportata di frigo in frigo fino ad arrivare sulle nostre bancarelle bella e attraente, ma povera di elementi nutrizionali. Anche la preparazione, la lavatura e la cottura ne diminuiscono drasticamente il valore vitale, in quanto molti nutrienti si disperdono nell'acqua essendo idrosolubili, oppure vengono distrutti dal calore prolungato. Diviene assurdo a questo punto parlare di “5 porzioni al giorno di frutta e verdura” per avere un corretto apporto di vitamine e minerali: se si parla di “questa” frutta e verdura, ne servono molte di più.

Analogo discorso lo si può fare per la carne: sempre più spesso veniamo informati che manzi, polli, pesce d'allevamento vengono foraggiati con farine miscelate con oli minerali anche esausti e con medicinali scaduti. Se poi aggiungiamo l'antibiotico per preservarli dalle malattie e gli ormoni per gonfiarli d'acqua, ci possiamo fare un'idea del perché sempre più persone prediligono proteine vegetali, o scelgono carne biologica.

Anche le combinazioni alimentari sono importanti: proteine e amidi digeriti assieme causano fermentazioni e processi putridi che certamente non giocano a nostro favore per l'assimilazione dei nutrienti. Ma consideriamo anche una situazione ideale: ortaggi e frutta biologici, raccolti e trasportati in breve tempo, preparati con arte e consumati nel rispetto delle combinazioni alimentari. A questo punto gli alimenti introdotti devono fare i conti con il nostro sistema digerente ed i suoi problemi, come intolleranze alimentari o intestino irritato. Alla fine, da un ipotetico valore 100 di partenza come potere nutritivo, ne resta 15, forse 20.

Iniziano così a presentarsi alopecie, problemi alla pelle, influenze, bronchiti, depressioni, otiti, emorragie, insonnie, congiuntiviti, anemie ed altro ancora. Per darvi esempi concreti, buona parte delle bronchiti ricorrenti dei bambini si potrebbero evitare fornendo loro un'integrazione di betacarotene (estrapolato in gran parte dalla carota) in quanto in inverno il loro organismo ne consuma il quadruplo, ed è essenziale per prevenire infezioni; depressioni o stanchezza post-partum esisterebbero in forma ridotta se la neo-mamma avesse l'accortezza di integrare la sua alimentazione con le vitamine del complesso B assieme alla vitamina B1.

Ma come capire quali vitamine servono al nostro organismo? Esistono vari modi per farlo: ci si può basare sui sintomi della persona (pelle secca, macchie cutanee, ecc.), oppure tramite gli esami del sangue che, anche se incompleti e limitati, danno un'idea approssimativa della carenza vitaminica in atto.

Un terzo sistema per trovare l'eventuale carenza di nutrienti, avviene attraverso la kinesiologia applicata. Tramite un test muscolare, il vostro bioterapeuta è in grado di verificare se il vostro corpo ha bisogno di una determinata sostanza o meno.

Trovate le sostanze di cui siamo carenti, rimane un ultimo compito: acquistare degli integratori validi che sopperiscano al nostro bisogno, meglio se naturali altrimenti possono contenere metalli pesanti. Il nutrizionista americano Peter Gillham ribadisce che i moderni metodi di lavorazione hanno il difetto di depauperare il prodotto finale, fornendo solo il 10-30% della sostanza vitale. Vi siete mai chiesti perché una B complex della marca Z funziona mentre quella della marca Y non funziona? Entrambi hanno 50 mg ma Z possiede l'energia per attivarli, mentre Y non ne possiede. A onor del vero, chi mangerebbe mai una mela avvizzita?
Bibliografia:

Il libro completo delle vitamine, Staff of Prevention (ed. Giunti)
La cura di tutte le malattie, H.Clark
La nuova dietetica, L. Costacurta
Alimentazione naturale del bambino, T.Valpiana (ed. Red)

vit Vitamine

vit1 Piantagione di kiwi

vit2 Pascolo all' aria aperta in Argentina

vit 3 Verdura biologica

vit4 Carote biologiche

vit 5 Stiamo bene!