Accademia del fornello

Grandi cioccolatini

Cuneese al Rhum

Il cuneese: via di mezzo fra il dolcetto e il cioccolatino è vanto della pasticceria italiana. E, come spesso è accaduto nella pasticceria, è nato per caso. Siamo all’inizio del ‘900 e un tal Pietro Galletti, proprietario di una pasticceria a Dronero, voleva confezionare un dolce al cioccolato profumato al liquore; dopo varie prove elaborò un dolce con crema pasticciera, cioccolato di copertura e rhum. La crema pasticciera che preparò era talmente abbondante che, con quella avanzata, preparò vari altri dolci, ma la crema sembrava non finire mai!
Preparò dunque delle piccole meringhe al sapor di cioccolato: le bucò e nell’interno mise la crema pasticciera al rhum.
Lasciò poi i nuovi dolcetti ripieni, non ancora terminati, sul tavolo tutta la notte. Al mattino seguente notò che le meringhe si erano “bevute” tutto il liquore lasciando sul tavolo un poco del prezioso contenuto. Era decisamente deluso della sua nuova invenzione, ma dato che non se la sentiva di buttare via tutto, pensò di racchiudere il pasticcino in una camicia di cioccolato. Con questa modifica, il dolcetto non solo si presentava meglio, ma anche il gusto ne guadagnava.
Provò a farli assaggiare dapprima ai suoi amici, poi agli amici degli amici, e ogni volta era un gran successo.
Tant’è che anche nella vicina Cuneo si era sparsa la voce di quel dolce così particolare e così buono che un noto pasticcere della città lo volle come suo dolce principale e fu così che al suo “battesimo” venne dato il nome di Cuneese al Rhum.

Questo dolce così ricercato oggi è più simile a un grosso cioccolatino ed è leggermente cambiato dalla sua ricetta originaria: le meringhe, anziché essere svuotate, vengono appiattite per dar modo di inserire un poco più di crema e limitare quel sapore tipico di dolce che le meringhe stesse lasciano in bocca. Sul mercato si trovano un sacco di prodotti simili: ricordatevi che quello originario, però, è preparato con due cialde di meringa e viene usato solamente cioccolato di copertura privo di ogni ulteriore grasso.
Inoltre c’è un altro particolare che differenzia i cuneesi artigianali da quelli industriali: il tempo di conservazione. Solo 30-45 gironi per i primi, fino a 6-7 mesi per i secondi.
Recentemente è nata la Compagnia del Cuneese, formata da un gruppo di pasticceri riunitisi per difendere questo dolce proponendolo nell’originale ricetta.

Cuneese al Rhum

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