Accademia del fornello

Grandi cioccolatini

Alpino

Se pensiamo a un cioccolatino torinese, immediatamente pensiamo al gianduiotto, ma questa enorme e golosa fucina del cioccolato che è il capoluogo piemontese ha dato alla luce anche un altro cioccolatino, forse ancora poco conosciuto al grande pubblico: l’Alpino.
Questo cioccolatino nasce nel 1922 dalle mani di Peyrano, un grande artigiano torinese, nome storico della città e fornitore della real casa.
Un pirottino color argento viene rivestito da cioccolato gianduia formando un guscio croccante che viene riempito da una crema liquorosa e poi chiuso con una base dello stesso cioccolato, dando al cioccolatino una forma troncoconica.
La ricetta della crema è ancora coperta da segreto: si sa solo che è a base di liquore ottenuto dalla macerazione di erbe in alcool alimentare.
Fra gli ingredienti noti troviamo la nocciola Tonda Gentile delle Langhe IGP, la migliore del mondo, usata sia per il guscio esterno sia per l’interno.

Il nome fu scelto come omaggio rispettoso al corpo delle “penne nere”, la cui caserma cittadina confinava proprio con il laboratorio di Peyrano.
L’Alpino è coperto da un “brevetto per marchio d’impresa” rilasciato il 27 luglio 1935.
Fu subito un successo e apprezzato sia in Italia che all’estero (New York) come testimoniano lettere trovate e datate 1936-1937.
Anche se nato all’ombra del cugino più famoso questo cioccolatino alpino è classificato come “Prodotto agroalimentare tradizionale della Regione Piemonte”, ai sensi dell’art. 8 del D.lgs. 30 aprile 1998, n. 173 e dell’Allegato alla Deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2002 n. 46-5823. Bel riconoscimento!
Non è tanto facile reperirlo fuori da Torino: potrebbe essere un’occasione per visitare questa bella e storica città.

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